Quando il nostro Paese nell’agosto 2012 con lo spread alle stelle era di fatto sotto attacco, mi immaginavo uno scatto di reni da parte della nostra classe politica: è avvenuto esattamente il contrario con conseguente accelerazione di quello che io definisco “processo di smantellamento” dell’Italia.
Sarà forse paranoia la nostra ma vediamo dai tempi di Mattei ad oggi un “fil rouge” che vede come elemento di collegamento l’attacco agli interessi nazionali, il depauperamento del Paese e del popolo italiano e tutto questo con l’avallo di governanti, magistratura e stampa.
Anche l’affronto alla sig.ra min. Kyenge ha fatto più un favore a lei e alle politiche di immigrazione di cui è fautrice che non all’apertura doverosa nel Paese di un dibattito su un tema così cruciale.
Oggi chi solo affronta l’argomento è tacciato di razzismo, intolleranza, inciviltà per cui nessuno si azzarda.
Ma come non comprendere la mancanza di logica se si prende come parametro di riferimento il conseguimento del bene comune? Il nostro è un gregge senza pastore, dove anzi il pastore lucra sulla vendita delle sue pecorelle! A fronte di un tam tam mediatico che ottenebra le menti ed impedisce loro una qualsiasi analisi sentiamo il dovere della denuncia, della lotta.